Le botteghe della Fabrica di Piazza San Marco

UN GRANDE PALCOSCENICO DOVE LE ARTI, I MESTIERI E LE TRADIZIONI DIVENTANO PROTAGONISTI DELLA STORIA VENEZIANA

Vivremo i giorni di Carnevale come in un’antica bottega dove le Arti e i Mestieri saranno i protagonisti. Ogni giorno, dal vivo, calzaturieri, costumisti, artigiani della gondola, mascareri, tessutai e vetrai apriranno in Piazza San Marco le loro botteghe come nella Venezia del ‘700.

Ecco una breve sintesi degli artigiani che potrete osservare dal vero in Piazza San Marco dal 30 gennaio al 9 febbraio.

CALZATURIERI
Il Politecnico Calzaturiero nasce nel 2001 quale erede di una lunga tradizione dei Calzaturieri del Brenta. La società La Confraternita dei Calegheri (calzolai) operava a Venezia già nel lontano 1268.
Ma il distretto della calzatura si sviluppa soprattutto a partire dal 1898 grazie all’imprenditore Luigi Voltan, fondatore della prima grande fabbrica di scarpe nel territorio - precisamente a Strà - in Provincia di Venezia.
Ed è proprio a Strà che nel 1923 nasce la “Scuola di Disegno per Arti e Mestieri”, che con lo sviluppo industriale del settore calzaturiero si specializza nella formazione di Designer, Modellisti e Tecnici della Calzatura.
Oggi è la struttura di formazione, trasferimento tecnologico e servizi del Distretto Calzaturiero della Riviera del Brenta, ove vengono prodotte le scarpe – prevalentemente da donna - più belle al mondo: nel distretto sono presenti oltre 500 aziende, più di 10.000 dipendenti e vengono prodotte annualmente 20 milioni di paia di scarpe.
Durante il Carnevale il Politecnico Calzaturiero apre la Sua Bottega artigiana nella grande officina dei mestieri in Piazza San Marco. La scuola, con i suoi maestri artigiani e con gli allievi, animerà le giornate riportando i visitatori al tempo dei Calegheri.
Sarà ricreato un laboratorio artigianale per la produzione di scarpe di lusso fatte a mano.
Le calzature artigianali di lusso rappresentano un’esperienza fatta di scelte personali, finalizzate alla realizzazione di un oggetto unico con cui provare piacevoli sensazioni di relax, libertà ed indipendenza.

Info: Politecnico Calzaturiero | YouTube |

COSTUMISTI
Atelier Pietro Longhi
Due sono le anime che danno vita all’Atelier Pietro Longhi.
Quella originaria è legata alla produzione di abiti storici grazie a Francesco Briggi, sarto per passione, che da oltre vent’anni ha riportato in luce la tradizione sartoriale veneziana.
L’Atelier Pietro Longhi nasce 20 anni fa in centro storico a Venezia e lentamente, grazie all'impegno del sarto e titolare Francesco Briggi diventa una realtà che produce in terraferma, a Noale, e grazie alla sinergia con la sede storica produce abiti storici che hanno riportato la laguna al centro della ribalta internazionale per eccellenza, qualità e creatività. Musei italiani ed europei, collezionisti e appassionati di tutto il mondo, trovano in Atelier Pietro Longhi la risposta alle domande che riguardano la moda in ogni suo aspetto, persino nella precisissima uniformologia. Abbigliamento che diventa un modo di vivere, e per questo motivo Atelier Pietro Longhi organizza eventi che, ispirandosi alla storia della Serenissima, stupiscono oggi come nel passato.

Info: Alterier Pietro Longhi | Scheda di presentazione

Atelier di Stefano Nicolao
I costumi storici sono dal 1980 la strada seguita dalla sartoria Nicolao Atelier per realizzare le creazioni che da anni vengono esportate in tutto il mondo come una delle massime espressioni artigianali del Made in Italy.
Mani esperte tagliano e cuciono tessuti pregiati ed esclusivi che aggiungono con i tagli d'epoca originali un accento in più al mestiere di sartoria storica. Teatri lirici, di prosa, balletto, cinema e televisione sono i palcoscenici che hanno esibito nel mondo il nostro marchio di eccellenza.
L' Atelier fa vivere un percorso attraverso i secoli con i sui costumi, più di 10.000 completi di biancheria, accessori, copricapi e mantelli, negli eleganti spazi dell'atelier nel centro storico di Venezia, dove sono riunite sartoria di produzione, show room e tutta la collezione dei costumi.
Tuffarsi in questo sogno potrà essere un'esperienza fantastica per chiunque desideri rivivere atmosfere d'altri tempi, in questa epoca spesso dimenticati.

Info: Atelier Nicolao | Scheda di presentazione

GLI ARTIGIANI DELLA GONDOLA 
tra rispetto delle tradizioni e aggiornamento tecnologico

Complesse e fortunate vicissitudini della storia hanno consentito che le arti legate alla costruzione della gondola venissero trasmesse pressoché intatte dal medioevo a ieri. Oggi però ragioni diverse, anche motivate, mettono a rischio un enorme Patrimonio Culturale Intangibile; un patrimonio complesso imperniato su tecniche speciali caratterizzate anche da una forte manualità e dalla personalizzazione dei prodotti: pezzi unici realizzati per clienti unici.
Perché ciò non succeda buona parte de “I artieri de gondole et suoi fornimenti” si sono riuniti nell’associazione El Felze: Squerariòli (i carpentieri navali specializzati nella costruzione di questi straordinari scafi), remèri (gli artigiani che costruiscono i remi perfetti in idrodinamca ed equilibrio e le forcole: sculture lignee necessarie alla conduzione e manovrabilità delle nostre barche), intagiadòri (gli scultori che decorano con bassorilievi parti dello scafo e arredi mobili), battiloro (da secoli trasforma piccole pepite in fogli sottilissimi da applicare a parti della barca) , doradòri (coloro che applicano le foglie d’oro), fravi (i forgiatori dei famosi ferri da prua e delle lame da poppa), fondidòri (coloro che fondevano ottone e bronzo secondo il metodo a staffa di particolariornamenti metallici della barca), tapessièri (artigiani specializzati nella realizzazione di arredi e cuscinerie), baretèri (realizzano i berretti invernali in stoffa e i cappelli estivi in paglia), sartòri (confezionano originali divise da parata), caleghèri (Realizzano particolari calzature). Questi artigiani specializzatissimi hanno scelto di unirsi sotto questo ideale Felze, l’antica cabina della gondola ormai non più realizzata, per contarsi, per contare e per raccontare: narrare del patrimonio di conoscenze ricevuto in eredità e di quella filiera, corta ma con una lunga storia, di cui molti degli stessi veneziani ignorano l’essenza.
Le abilità manuali e le pratiche di questi mestieri saranno “portate in Piazza” dall’associazione El felze con i suoi artigiani e con i tutti i colleghi che resistono in questa città e che quotidianamente testimoniano la necessità di valorizzare questo Patrimonio Culturale Intangibile.

Info: El Felze | Scheda di presentazione | L'Arte dei remeri

MASCARERI
Una delle sorprese che hanno preceduto il Carnevale di Venezia 2015 è stata la nascita di un’associazione no-profit che col carnevale ha molto a che fare: la compagnia L’Arte dei Mascareri, il cui scopo è diffondere la cultura della maschera e che ha un legame tutto speciale con noi, Un patrimonio che ha la sua prima testimonianza nel 1268 e che deve essere valorizzato.

I mascareri altro non sono che gli artigiani che, dal 1436, producevano maschere nel centro storico di Venezia. E “l’arte dei Mascareri” ha ripreso proprio questo nome per sottolienare il suo obiettivo: difendere e diffondere la cultura della maschera che, a Venezia, non è un semplice souvenir per turisti, bensì l’erede di una tradizione lunga secoli.
Porteranno in Piazza San Marco la manualità e la bravura dell'artigiano che ritroveremo in tutte le fasi creazione della maschera, dal modello, prima in argilla mediante scultura, poi il negativo in gesso, fino alla decorazione e alla creatura antichizzante.

Scheda di presentazione

TESSUTAI

TESSITURA LUIGI BEVILACQUA
La tessitura Luigi Bevilacqua è una delle tessiture più antiche d’Europa tutt’ora in attività.
Fin dall’epoca dei Dogi, usando le stesse tecniche e gli stessi materiali, mani esperte trasformano filati preziosi in alcuni tra i più raffinati ed eleganti tessuti per arredare palazzi, residenze e teatri in tutto il mondo. Il grande fascino dei tessuti Bevilacqua da sempre è fonte di ispirazione non solo per interior designers e architetti, ma anche per i più famosi stilisti d’alta moda.
Tra gli ultimi produttori rimasti al mondo del velluto “soprarizzo”, la tessitura Bevilacqua conserva gelosamente un archivio storico di circa 3.500 disegni a disposizione della clientela. Ogni anno alcuni disegni tradizionali vengono riprodotti in nuove e più moderne combinazioni di colore.
Durante il Carnevale il negozio di borse ed accessori e la showroom di tessuti sul Canal Grande resteranno aperti per la vendita al pubblico anche durante il weekend con orario 11.00-18.30.

Info: Tessitura Luigi Bevilacqua | Scheda di presentazione | YouTube

TESSUTI FORTUNY
La moderna definizione di “artista” non è abbastanza per descrivere Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949) adeguatamente. Fu davvero un uomo del Rinascimento, che rilegava i propri libri e si disegnava da sé lampadari ed arredamento. Inventò uno dei primi variatori di luce, un’elica per imbarcazioni, si fabbricava da solo i colori, le tinture e i pennelli. Con la “cupola Fortuny” rivoluzionò l’illuminazione scenica e la scenografia teatrale, mettendo a frutto le proprie teorie sulla luce indiretta e diffusa.
Il processo produttivo di tali stoffe fu il coronamento delle sue competenze ingegneristiche, cromatiche, artistiche e progettuali, unite in una manifestazione di puro genio artistico.
Ogni rotolo è un pezzo d’arte unico che, con la dovuta cura, si conserverà per generazioni. 
Dal 1994 la famiglia Riad è la custode dell’eredità di Fortuny. Il complesso processo produttivo di Fortuny e i metodi in esso impiegati, mai riprodotti altrove, sono ancora custoditi nel segreto delle mura della fabbrica veneziana. La produzione artigianale rimane integra e incorrotta, continuando a far uso delle macchine e dei metodi sviluppati da Fortuny quasi un secolo fa. Stessi sono gli standard qualitativi imposti dall’ artista, cercati con la stessa devozione e passione che egli dedicava al proprio lavoro. Ogni rotolo è un pezzo d’arte unico che, con la dovuta cura, si conserverà per generazioni.

Info: Tessuti Fortuny | Scheda di presentazione | Fortuny su Facebook

RUBELLI
Rubelli, storica azienda tessile veneziana, riconferma il suo legame con la città e le sue tradizioni, prendendo parte ad una serie di iniziative organizzate per il Carnevale 2016.
Per l’occasione Piazza San Marco ospiterà una serie di “botteghe” en plein air in cui verranno presentati le arti e i mestieri propri della tradizione lagunare: accanto ai merlettai, ai vetrai, ai sarti e agli artigiani della gondola, avranno il loro spazio i tessitori e quindi le storiche aziende tessili della città.
Stoffe Rubelli di diversa tipologia e di svariate cromie faranno bella mostra di sé, mente un breve video mostrerà come nasce un tessuto dall’antico telaio a mano.
Anche all’Arsenale verrà celebrata la bellezza delle creazioni tessili: alle Tese, in una suggestiva videoproiezione, gli elementi decorativi di preziosi damaschi, sapientemente scomposti, daranno vita ad una seducente sequenza di lampadari virtuali
Durante il Carnevale, dal 30 gennaio al 12 febbraio, lo showroom Rubelli a Palazzo Corner Spinelli (San Marco 3877) sarà aperto con orario continuato dalla 10.00 alle 19.00.

Info: Rubelli Venezia | Scheda di presentazione | Rubelli su Facebook

VETRAI

Consorzio Promovetro Murano
Il Consorzio Promovetro di Murano nasce nel 1985. Dal 2002 anche il vetro di Murano entra a pieno diritto nel ristretto novero dei prodotti italiani che possono fregiarsi di un marchio di origine: Vetro Artistico® Murano è una garanzia di provenienza e origine per i consumatori e una tutela per i produttori muranesi che, soli, possono vantare i segreti di una tradizione artistica e manifatturiera millenaria che si tramanda di padre in figlio. Fin dalla sua nascita, Promovetro si è impegnato a valorizzare l'immagine del vetro artistico di Murano allo scopo di conservare, custodire e difendere questa arte millenaria ed al contempo promuovere, valorizzare e curare una corretta commercializzazione nel mondo di questo importante patrimonio culturale.
Nel 2001 la Regione Veneto ha affidato a Promovetro la gestione e la promozione a livello nazionale ed internazionale del Marchio Vetro Artistico® Murano (legge, regionale n. 70, del 23-12-1994).
L’utilizzo del Marchio è disciplinato da un Regolamento d’Uso che ne consente l’applicazione solo su manufatti artistici in vetro prodotti nell’isola di Murano e realizzati con criteri che, anche se innovativi e moderni, rispettino pienamente la tradizione muranese per composizione del vetro e tecniche di lavorazione.

Info: Consorzio Promovetro Murano | Scheda di presentazione | YouTube

TAJAPIERA

Consorzio dei Tajapiera Restauratori Veneziani
La "pietrificazione di Venezia, ovvero il passaggio dall'uso del legno a quello della pietra nell'edilizia, avviene a partire dal 1300.
Sorta su isole di Laguna prive di cave, Venezia si approvvigionò di pietra da costruzione e da ornamento (trachite, calcare bianco, pietra d'Istria, una pietra sedimentaria particolarmente resistente all'acqua salata) dai Colli Euganei e della pietra d'Istria proveniente dall'altra sponda dell'Adriatico.
Risale al 1307 l'atto costitutivo della Mariegola dei Tajapiera, infatti questa scuola d'arte, riunitasi sotto la protezione dei Quattro Santi Coronati, è tra le più antiche di Venezia.
Al giorno d'oggi però pochi maestri sono ancora in grado di lavorare il marmo e la pietra d'Istria come una volta con tecniche e strumenti che sono arrivati fino a noi inalterati. Lo s-ciapin, ad esempio, oppure le cosiddette punte, l'ongea, la gradina, e lo scafon, la mazzetta solo per citare alcuni strumenti utilizzati da questi artigiani, la cui abilità ora come un tempo, sta anche nel saper scegliere l'attrezzo giusto a seconda del tipo di pietra da lavorare.
Oggi, tra gli antichi mestieri tuttora praticati, quello del tajapiera è tra i più a rischio di estinzione, basti pensare che nel 1630, anno di costruzione della Basilica della Salute, a Venezia operavano fino a 5mila scalpellini, mentre oggi le cifre sono ben diverse. Nel 1963 operavano 19 aziende di marmisti, nel 1976 erano 15, nel 1992 ne rimanevano 13, 2002 arrivavano a 11 e oggi solamente 9.

Nel 2009 la quasi totalità dei marmisti artigiani veneziani, operanti prevalentemente negli ambiti cimiteriali, decide di unire le forze e di costituirsi in un Consorzio.  Ciò che ha spinto queste piccole imprese ad organizzarsi in una struttura comune è la volontà di continuare ad operare in una città che, nonostante tutto, non potrà mai prescindere dalla presenza di un artigiano di qualità.

Nel corso degli ultimi anni, anche a fronte del mutato contesto economico, il Consorzio allarga i propri ambiti di intervento, integrando alla originaria attività manufattoriera un'attività conservativa. Proprio nello spirito di coinvolgimento della popolazione alle attività del Consorzio è stata indetta una visita guidata al cantiere per il Restauro della Balaustra del Ponte di Rialto, nella quale Giusto ha spiegato l'intervento di restauro e conservazione del materiale lapideo di questa parte del Ponte di Rialto.

Info: il Consorzio dei Tajapiera

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La Bautta, regina delle maschere veneziane, che permetteva di mangiare senza dover essere levata. (Gaetano Gherardo Zompini, 1700-1768)
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